1924

famiglia

La famiglia Zamò apre l’osteria di Manzano gestita
da Luigi, papà di Tullio e nonno di Pierluigi e Silvano.

1978

Tullio

Comincia l’avventura di Le Vigne di Zamò. Tullio Zamò acquista 5 ettari di vigna sulla collina della Rocca Bernarda e fonda l’azienda Vigne dal Leon.

1981

L’abbazia

Pierluigi e Silvano prendono in affitto dalla Curia Arcivescovile di Udine i vigneti intorno all’Abbazia di Rosazzo. Sotto il neonato marchio “Abbazia di Rosazzo”, vengono prodotti i primi vini in barrique, come il Ronco delle Acacie ed il Ronco dei Roseti.

1987

Fuoriclasse

Arrivano in azienda due veri fuoriclasse del mondo del vino: Silvano Formigli, che si occupa dello sviluppo commerciale, e Franco Bernabei, enologo di fama internazionale. Infatti, con l’annata 1988, il RONCO DEI ROSETI ottiene l’ambito riconoscimento dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

1990

Buttrio

Tullio Zamò acquista cinque ettari di vigna sui Ronchi di Buttrio. Durante questi anni si conferma il valore dell’azienda con i Tre Bicchieri al RONCO DEI ROSETI.

1996

Figli

Tullio, insieme ai figli Pierluigi e Silvano acquistano 15 ettari di vigna proprio di fronte all’Abbazia.

1998

Rosazzo

In questi anni si aggiungono, le più vecchie e meglio esposte vigne della collina di Rosazzo raggiungendo un totale aziendale di 35 ettari vitati; nel frattempo si porta a termine il restauro della vecchia casa contadina, sede degli uffici e della nuova foresteria.

2001

Vigneti

Vengono acquistati altri due ettari di terreno a Rosazzo e partono i lavori di ristrutturazione degli stessi. Su questa collina, vista l’ottima esposizione,si è voluto mettere a dimora i due vitigni più rappresentativi dell’azienda, ossia il Friulano ed il Pignolo.

2010

Passione

Insieme ad Oscar Farinetti, Pierluigi, Silvano e Brigitte proseguono il percorso tracciato da Tullio, continuando ad interpretare la tradizione e la personalità del Friuli Venezia Giulia e abbinando alla grande qualità il rispetto della terra e l’attenzione ai vitigni autoctoni. Le Vigne di Zamò rimane comunque un’azienda famigliare e artigiana, che ha saputo dare lustro ai propri vini caricandoli di valori immateriali fino a farli entrare nel mito.